Autunno in Barbagia 2018

Orani era chiamato “mannu”, cioè ‘grande’ per la sua dimensione ed importanza. Infatti, il paese fu tra i centri abitati più estesi della Sardegna centro-settentrionale fino al Settecento. Le origini dell’abitato risalgono all’epoca preistorica come documentano i rinvenimenti archeologici nei diversi rioni storici. Tutto il territorio fu frequentato sin dal Neolitico per la presenza delle miniere di steatite da cui si producevano le straordinarie statuette delle dee madri, antiche divinità dei protosardi, oggi valorizzate e incluse nel Parco Geominerario della Sardegna. Sono numerosissime le testimonianze archeologiche dal Neolitico recente all’epoca nuragica: domus de janas, dolmen, nuraghi, villaggi, tombe dei giganti e santuari nuragici (tra cui l’importante complesso di Nurdole). Non mancano le frequentazioni in età romana a cui risale lo stabilimento termale di Oddini e la stazione militare di Leisone.

Boschi rigogliosi, fertili colline e ricchi giacimenti di preziosi minerali fanno da cornice al paese di Orani, posizionato in una deliziosa conca tra il verde rilievo di Sa Costa e le propaggini nord occidentali del Monte Gonare. Questa zona infatti fa parte delle terre emerse più antiche dell’Isola dove si incontrano cinque terreni metamorfici. Ad impreziosire tutta l’area si aggiungono le tante sorgenti di acqua fresca, oltre alle fonti termali di Sos Banzos e Sos Banzicheddos e la fonte carsica di Sa Varva.

Orani, museo Nivola (foto Archivio Aspen, MC.Folchetti)

Patria d’artisti, intellettuali e abili artigiani, Orani ha dato i natali a due grandi maestri dell’arte sarda: Costantino Nivola e Mario Delitala.

Orani, museo Nivola (foto Archivio Aspen, R.Brotzu)

Allo scultore di fama mondiale è stato dedicato il Museo Nivola, realizzato nella suggestiva struttura del vecchio lavatoio comunale situato nella collina di Su Cantaru circondato da affascinanti spazi esterni in cui sono collocate alcune opere monumentali tra cui le notissime madri che rimandano alle divinità ancestrali mediterranee. Invece, un’interessante collezione di xilografie, acqueforti, litografie e dipinti ad olio dell’artista Mario Delitala è allestita nell’ex convento francescano al centro del paese.

Orani, fabbro (foto Archivio Aspen, R.Brotzu)

Gli oranesi sono noti per la maestria dei loro artigiani che tramandano e innovano gli antichi mestieri. Tra coloro che hanno dato lustro al paese vi è anche il sarto Paolo Modolo molto apprezzato per le sue creazioni in velluto con richiami all’abbigliamento tradizionale declinato in forme originali e contemporanee. Le diverse botteghe e laboratori del ferro battuto, dell’intaglio ligneo e della ceramica sono sparse tra i caratteristici viottoli dove si incontrano le piccole case in granito e pietra locale ma anche diversi palazzetti dei primi del Novecento.

Oltre alle già citate collezioni d’arte il centro storico custodisce preziosi e importanti esemplari di architettura sacra. Osservando l’abitato da uno dei tanti punti panoramici che lo circondano si distinguono i piccoli tetti con vecchie tegole delle zone più antiche da quelli dei grandi edifici e delle costruzioni moderne: su tutti spiccano gli otto campanili delle chiese superstiti di cui ancora nel XIX secolo se ne contavano circa 20 (tra quelle cittadine e campestri).