Autunno in Barbagia 2018

In un’area circondata dai nuraghi intorno all’anno 1000 furono erette due piccole chiese campestri denominate Santa Maria de susu e Santa Maria de josso, distanti in ugual misura dal punto in cui nacque l’antico paese di Atzara. Il territorio fu frequentato fin dall’età preistorica come testimoniano i monumenti archeologici tra cui la domu de janas, scavata nel granito, sulle pendici della collina di Corongiu Senes, non lontano da dove fu costruito l’omonimo nuraghe. Dell’antica civiltà sarda restano tracce nei numerosi siti di età nuragica: nuraghe De Sole, Ligios, Figu, Su Argedu. Tra tutti il meglio conservato è quello di Abbagadda accanto al quale si trova la tomba di giganti in cui venivano seppelliti gli abitanti del villaggio.

Il centro era già famoso nell’Ottocento per la qualità e l’abbondanza della sua produzione vinicola con cui riforniva molte aree dell’Isola. Le varietà d’uva maggiormente coltivate sono il Bovale sardo (o Muristellu), Monica e diverse tipologie del Cannonau da cui si crea il rinomato vino Mandrolisai. Atzara è, infatti, compresa nell’elenco dei comuni previsti dal disciplinare per il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Mandrolisai” riservata ai vini rosso e rosato. Le qualità del vino sono originate dalla particolarità delle caratteristiche dei suoli collinari acidi, su graniti e porfidi, dal clima e dalla buona esposizione al sole.

Ai vigneti si alternano i campi coltivati e gli alberi da frutto circondati da una fitta boscaglia di roverelle e quercie che ricopre la montagna Sa costa. Percorrendo gli affascinanti sentieri disseminati tra le campagne si incontrano maestosi esemplari di castagni, noccioli e noci che forniscono gli ingredienti base per la realizzazione dei dolci tipici.

Tutt’intorno peonie, ginestre, timo e digitale donano i colori e i profumi inconfondibili della macchia mediterranea. Il paesaggio è impreziosito dai ruscelli e dalle numerose fonti tra cui si segnala quella di Laonisa, da cui si scorge un bel panorama; in questa località sorgeva l’antico villaggio di Leonissa scomparso nel XV secolo di cui rimane traccia nell’antica chiesa di Santa Maria Bambina.

Paese della luce e dei colori che ispirarono i pittori costumbristi spagnoli nel primo Novecento, Atzara conquista il visitatore con le sue preziose meraviglie.

Dalla via principale si diramano le contorte stradine dei quartieri più antichi del centro storico. In un labirinto di vicoli si scoprono piccoli gioielli del passato: case d’epoca medievale, costruite in granito e trachite, con porte e finestre arricchite da cornici di tradizione sardo-ispanica, alcune delle quali conservano i rilievi in stile tardo gotico, opera dei bravi artigiani locali che scolpivano la pietra chiamati picapedres.

Atzara, chiesa di San Giorgio (foto Archivio Aspen, MC. Folchetti)

Agli stretti spazi delle vie si contrappongono le aperture delle piazze in cui si trovano le chiese. La più antica è quella di San Giorgio di cui si ha notizia già agli inizi del XIII secolo; si presenta come un piccolo edificio ad una sola navata con una facciata in pietra liscia sormontata da un campanile a vela. La chiesa più bella del paese è la parrocchiale di Sant’Agostino costruita tra il XVI e il XVII secolo in forme tardogotiche; presenta una facciata in tipico stile isolano, impreziosita da un grande rosone sopra il portale e terminante con una cornice si cui poggiano i merli e la croce in trachite.

Tutt’intorno alla chiesa si trovano le vecchie case caratterizzate da alte mura interrotte da portoni che si aprono su cortili o loggiati. Tra queste spicca il palazzo dei conti di San Martino in cui nel XVII secolo soggiornarono i feudatari, per questo definito “de su conte”; all’interno della corte conserva un pozzo con cupola originale ricoperta di maioliche.

Nella piazza dedicata al grande pittore spagnolo Antonio Ortiz Echagüe si affaccia il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea a lui intitolato. L’artista fu uno dei numerosi maestri d’arte, internazionale e sarda, che si stabilirono nel centro attratti dagli splendidi abiti tradizionali e dalle manifestazioni popolari. La collezione museale custodisce un’ampia varietà di opere che documentano le diverse tendenze artistiche del XX secolo.

A pochi chilometri a est e a ovest dell’abitato si trovano le chiese campestri di Santa Maria de susu e Santa Maria de josso. La prima, chiamata anche chiesa di Santa Maria Bambina, è tra le più antiche chiese del circondario. Fu eretta intorno all’anno 1000 probabilmente nello stesso periodo in cui fu realizzata quella di Santa Maria de josso che purtroppo crollò nel primo ‘900 e fu completamente ricostruita negli anni ’70.

Sabato 19 e domenica 20 Novembre, durante Autunno in Barbagia, potrete visitare le case storiche, partecipare alla lavorazione dei prodotti del territorio e naturalmente degustare le prelibatezze preparate con cura secondo la tradizione.

Ecco alcuni suggerimenti sui luoghi da visitare e sulle attività da seguire.

Museo d’Arte Moderna e Contemporanea A. Ortiz Echague. Mostra di Liliana Cano “Novantadue”. Il Museo resterà aperto dalle ore 10.00 alle ore 21.00 con visite guidate a cadenza oraria. Per info e prenotazioni 0784 65508 / pinacotecatzara@tiscali.it

Casa di Grazia e Antonio Manca. “La corte dell’arte”. Artisti in residenza.

Biblioteca comunale. Mostra fotografica e documentaria “Immagini e ricordi di Atzara”.

Sede Pro Loco. Mostra fotografica di Matteo Setzu “Viaggio nella storia: Atzara e la sua archeologia”.

Chiesa San Giorgio. Mostra “Manos de Oro”.

Casa Grazia Demurtas. Antica dimora del Cavalier Bartolomeo Demurtas, Podestà e Sindaco di Atzara a partire dai primi anni del ‘900.

Casa Carburu. Vetrina de “I Borghi più belli d’Italia” della Sardegna.

La Robbia. Laboratorio di tintura naturale e arti applicate.

 

Dimostrazioni:

“La filiera del vino”. Il percorso della tradizionale vinificazione della distillazione delle vinacce.

“Percorso enoturistico”. Un tour alla scoperta dei sapori e dei saperi di Atzara. Percorso itinerante. Per info e prenotazioni: 3288148897/3341462607

“La tintura tradizionale”. Dimostrazione dell’antica arte della tintura dei tessuti con i colori naturali.  Domenica dalle ore 11:00 alle 12:00 e dalle ore 16:00 alle 17:00,

“Su tzichi e su cruvargiu”. Dimostrazione della lavorazione e della cottura del pane tipico atzarese. Domenica alle ore 12 e alle ore 16.

“Sa Corte de su Pastore”. I bambini rivivono l’antica arte pastorale.

Nelle corti e lungo l’itinerario sarà possibile visitare mostre e partecipare alle dimostrazioni organizzate dai privati.

Le giornate saranno animate da canti e musiche della tradizione folkloristica sarda.