Autunno in Barbagia 2018

Il paese di Belvì è circondato da stupendi boschi di nocciole, castagni e noci tra cui si incontrano alcuni splendidi esemplari secolari come il noce chiamato “Sa nuje de tziu Pili ” e gli enormi alberi di castagno in località Nerca. Secondo le leggende popolari qui abitano esseri fantastici come il “Maschinganna”, che si diverte a spaventare con voci o suoni chi si avventura nelle foreste, e le Janas (fate) che di giorno tessono con fili d’oro rinchiuse nelle loro case scavate nella roccia e di notte vagano per le selve dove ballano e svolgono i loro rituali. Tra le leggende che avvolgono la storia di Belvì si narra che una bella fanciulla creava tessuti d’oro nella caverna ai piedi del tacco calcareo di Pitzu de Pranu, dove sono stati scoperti i primi insediamenti preistorici della zona.

Il suggestivo centro storico conserva un intricato percorso di ripide stradine su cui si affacciano le tipiche case dell’architettura barbaricina: costruite in conci di pietra su più piani da cui spuntano i caratteristici balconi in legno. La chiesa parrocchiale, intitolata a Sant’Agostino, venne probabilmente costruita nel Cinquecento come testimonia la struttura attuale caratterizzata dall’alto campanile sormontato da una graziosa cupoletta maiolicata. Al suo interno si conservano due bei altari lignei, del XIX secolo, dedicati a S. Antonio Abate e alla Vergine del Rosario e posizionati nelle cappelle che furono aggiunte in tempi successivi alla costruzione originale. L’antica chiesetta campestre di San Sebastiano accanto a cui si trova il vecchio cimitero è oggi inglobata nell’abitato. Come molte tipiche chiese di campagna il piccolo fabbricato presenta una facciata semplice sormontata dal campanile a vela. Qui si svolgono alcuni importanti riti della Settimana Santa. A circa 2 chilometri a nord dal paese su uno scenografico colle si incontra la chiesa di Santa Margherita. Ricostruita nel 1920 sulle rovine di un vecchio edificio sacro di cui si ha notizia nel XVII secolo, secondo la tradizione sarebbe la prima parrocchiale del nucleo originario del paese un tempo collocato nella splendida vallata di S’Iscra.

Belvì, Museo di Scienze Naturali (foto Archivio Aspen - R. Brotzu)

Una delle principali attrazioni del centro è l’importante Museo di Scienze Naturali in cui sono esposti i minerali fossili e la fauna della Sardegna. La raccolta è il risultato delle ricerche effettuate sul territorio, a partire dagli anni ’70 del Novecento, dal professor Friedrich Reichsgraf Von Hartig, noto studioso di entomologia ed ecologia a cui si sono aggiunte donazioni di privati che continuano ad arricchire la collezione.

Dalla graziosa stazione ferroviaria di Belvì, costruita nel XIX secolo, passa il Trenino verde (linea turistica) che conduce i visitatori alla scoperta delle bellezze paesaggistiche del territorio. Poco distante si trova il sottopassaggio di S’Arcu, realizzato tra il 1888 e il 1890, che risulta ancora oggi la più lunga galleria ferroviaria della Sardegna.

Belvì, i Caschettes (foto Archivio Aspen - M.C. Folchetti)

Divenuti simbolo della produzione artigianale di Belvì, i Caschettes sono deliziosi dolci della tradizione un tempo riservati alle grandi occasioni come feste religiose e matrimoni da cui deriva l’appellativo didolci della sposa ”. Queste delicatissime creazioni sono un’esclusiva del paese che ha saputo tramandare nei secoli metodi di preparazione e l’uso delle materie prime locali, pasta di nocciole e miele aromatizzata con scorza d’arancio, che le rendono un vero e proprio gioiello gastronomico.  Le diverse forme di artigianato, come l’intaglio del legno e la lavorazione del ferro, sono il fiore all’occhiello di questa laboriosa comunità che ha saputo conservare e valorizzare le sue antiche tradizioni.

Belvì, ballu tundu (foto Archivio Aspen - M.C. Folchetti)

Il titolo emblematico della tappa di Autunno in Barbagia a Belvì “Giochi e sapori in Barbagia” mette in luce il fulcro delle attività del prossimo week end: il gioco. Si inizia sabato alle ore 15.30 con l’apertura delle mostre e dei laboratori e si prosegue con la rappresentazione di “Su giogu de su cignedhu”, mentre a ciò si aggiungono domenica per l’intera giornata “Ajò a giocare” e “Giogos in carrela”. Si tratta di iniziative dedicate ai giochi tradizionali che, insieme al “Torneo di balduffula”, a Su tirallasticu,a Tira cerchietos, Su giogu de sa fune, Pincaredhu, Ollasticu, saranno i protagonisti delle piazze e delle vie del paese.

Domenica dalle ore 15.00 si terrà Sardegna Balla, la “VII edizione della Rassegna regionale del folklore” a premi con la partecipazione dei gruppi folk della Sardegna.

Immancabile, come ogni anno, la cottura delle castagne nella caratteristica padella gigante con l’attesa degustazione gratuita.