Autunno in Barbagia 2018

Un gigante calcareo rivestito dal verde della macchia mediterranea veglia dall’alto dei suoi 1463 metri sul paese di Oliena. Si chiama Monte Corrasi ed è la cima più alta del complesso del Supramonte.

Su Gologone (Foto Archivio CCIAA Nuoro)

Ai suoi piedi, a pochi chilometri dal centro abitato, troviamo un vero e proprio capolavoro della natura che, dal 1998, è divenuto monumento naturale: la spettacolare sorgente carsica di Su Gologone, le cui acque sgorgano fresche tra la rigogliosa vegetazione, per poi confluire nel fiume Cedrino.

A Oliena sopravvivono ancora oggi antiche tradizioni che rievocano la civiltà preistorica nella nostra Isola; secondo la leggenda, una parte di soldati fuggiti da Troia dopo la caduta della città sbarcò in Sardegna e fondò Iliena, dal nome dell’antica patria Ilio. Tutta l’area è inoltre disseminata di ritrovamenti archeologici, provenienti probabilmente dalle popolazioni che si stabilirono nella valle del fiume Cedrino, crocevia di passaggio per le zone interne dell’Isola.

Oliena, Mirasardegna

Nella valle di Lanaitto si trova la Grotta Corbeddu, al cui interno sono state ritrovate le prime testimonianze di vita umana risalenti al Paleolitico Superiore. Il Neolitico Recente è documentato dalla presenza di domus de janas e menhir, mentre dall’epoca nuragica si attestano i numerosissimi siti tra i quali spicca l’affascinante area di “Sa Sedda de sos Carros”.

Ai primi del Novecento il paese divenne famoso per la produzione del vino Cannonau Nepente, reso celebre dall’elogio di Gabriele D’Annunzio e, nel corso del secolo, il centro è divenuto meta di turisti affascinati dai tesori del suo territorio e dalle eccellenze enogastronomiche delle sue produzioni, tra cui il pregiato olio d’oliva.

Oliena, costume tradizionale

Un’altra delle particolarità del paese di Oliena è rappresentata dal suo abito tradizionale. Un patrimonio vivo e presente quasi in ogni famiglia e indossato nelle festività più solenni: Pasqua, Corpus Domini, San Lussorio e nei matrimoni dove non è raro che anche la sposa lo indossi. Confezionati in loco e ricamati da abilissime artigiane, ha conservato le sue caratteristiche sia nell' utilizzo dei materiali che nella confezione.
Scomparsa la differenziazione del costume a seconda del ceto sociale di appartenenza in auge in tempi non molto remoti, es. "sa veste" tutta di seta, o "sas pulanigas" (particolare rifinitura della manica della camicia femminile), le uniche varianti sono nei disegni, nei ricami e nelle diverse qualità dei broccati usati.

Oliena, ricamo

Sul capo delle donne di Oliena si trova il magnifico fazzoletto, "su muncadore", di tibet nero (misura 1,20 1,20 m) ripiegato a triangolo e posto sul capo arrotolando il bordo con un rinforzo "su chircu"; dai bordi, per quattro lati, partono "sas imulas" rigorosamente intrecciate a mano. Posteriormente il fazzoletto ha un ricco ricamo eseguito con fili di seta e fili dorati e impreziosito da perle e perline colorate.

Anche la leggendaria ospitalità dei suoi abitanti ha reso Oliena uno dei luoghi più apprezzati e conosciuti dai viaggiatori, che amano perdersi nelle strette viuzze dove si affacciano le case più antiche, costruite in pietra, che conservano bellissime cortes all’interno.

Il momento migliore per visitarle è Autunno in Barbagia, che arriva ad Oliena l’8-9-10 settembre.

Per ulteriori informazioni sul programma della manifestazione: http://www.cuoredellasardegna.it/autunnoinbarbagia/it/paesi/paese/Oliena/


Fonti: Per la descrizione dell’abito tradizionale si ringrazia il Comune di Oliena