Autunno in Barbagia 2018

Si tratta di un'antichissima pasta nuorese, caratterizzata dalla lavorazione particolarmente accurata, la cui ricetta viene ancora oggi tramandata da alcune signore del territorio.

Su Filindeu significa "i fili di Dio" e viene offerto dai priori ai pellegrini che da Nuoro ogni anno percorrono a piedi 32 chilometri per raggiungere il luogo sacro in occasione della festa di San Francesco di Lula, ma è anche genericamente una minestra squisita da assaporare in ogni occasione conviviale. Si narra che il visitatore che si rifiuta di assaggiare la minestra potrebbe offendere San Francesco. Ad avvalorare questo racconto, si ricorda che una sposa non volle assaggiare Su Filindeu e, al suo ritorno a Nuoro, cadde da cavallo precipitando nel dirupo che oggi è noto come “Il fosso della sposa”.

Su Filindeu viene preparato con cura da alcune signore nuoresi, vere custodi della tradizione, che con maestria e professionalità impastano la semola di grano duro con acqua e sale. L’impasto viene poi lavorato con energia: le mani delle donne “tirano” e “allungano” la pasta tanto da formare fili sottilissimi e quasi invisibili: si parte dal rotolo di pasta piegato in due, si afferra il bordo inferiore e con un gesto rapido lo si piega e lo si unisce alla radice del primo ottenendo 4 fili. Questa lavorazione continua sino ad ottenere ben 256 fili.  Successivamente i fili sottilissimi vengono disposti a strati sopra un fondo di asfodelo di forma circolare. Questa sorta di “merletto” finissimo viene poi fatto asciugare al sole e successivamente tagliato in pezzi grandi, sei o sette pezzi per ogni fondo. In un denso brodo di pecora viene cotto Su Filindeu e, a cottura ultimata, la minestra viene condita con abbondante pecorino fresco che al calore diventa filante.

Una curiosità. È il premio nobel Grazia Deledda nel libro “Tradizioni popolari di Nuoro” a raccontare come Su Filindeu sia anticamente preparato in occasione della festa: il pranzo di carne e Filindeu viene condito con formaggio fresco, così da realizzare una minestra densa e squisita.