Liceo Ginnasio “G. Asproni” di Nuoro

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Fondato nel 1861 in coincidenza con l’unificazione italiana, il Regio Liceo Ginnasio è il più antico e prestigioso istituto superiore della città di Nuoro: negli anni, futuri personaggi di spicco nel panorama culturale nazionale e internazionale – quali, tra gli altri, Salvatore Satta, Indro Montanelli e Marcello Fois – si sarebbero diplomati qui. Nel 1921 venne intitolato alla memoria del politico e intellettuale bittese Giorgio Asproni, eroe del Risorgimento – l’archivio scolastico ne custodisce anche i diari – ma è solo nel 1928 che venne redatto un primo progetto per l’edificazione dell’attuale edificio posto sul leggero declivio all’incrocio tra le vie Dante e Deffenu, proprio in affaccio sulla strada che allora dava accesso all’originaria Stazione ferroviaria (successivamente trasferita in via Lamarmora). Dunque, un anno dopo la promozione della città a Provincia, l’ingegner Giuseppe Pietrangeli mise a punto un disegno per conto dell’Ufficio tecnico del Genio Civile: la costruzione avrebbe dovuto avere una pianta a L e un ingresso porticato ad angolo; all’interno, le aule avrebbero occupato l’ala destra, gli uffici quella sinistra. Si trattava però di un progetto costoso, anche perché Pietrangeli aveva previsto un ricco apparato decorativo (medaglioni, stemmi, rivestimento bugnato), e proprio questa ragione, pur essendo stato approvato nel 1930, non venne mai realizzato come tale.

A modificare radicalmente il disegno fu l’ingegner Giuseppe Bottiglieri, che con il suo operato determinò le caratteristiche dell’edificio attualmente in uso, che venne inaugurato nel 1937. Ai lati del corpo centrale vennero sviluppati due avancorpi, e la pianta si ritrovò così ad avere la forma di una M, con un ben poco velato riferimento a Mussolini, capo del governo fascista. L’ingresso principale fu poi spostato sul lato in pendenza, nonostante l’istituto sia tutt’oggi dotato di quattro regolari vie di accesso (una per via di affaccio). La facciata principale si distingue per la presenza caratteristica di tre balconi al primo piano – uno sovrasta proprio il portone d’ingresso, di cui replica in tutto la struttura – e da due ordini di grandi finestre (gli infissi sono ancora in gran parte originali, o risalenti alla prima ristrutturazione degli anni Cinquanta). Il portale, preceduto da una scalinata in marmo che conduce a un ampio androne, risulta incorniciato all’interno di una struttura di semipilastri con base e capitello, costituiti da blocchi squadrati di trachite rosa (in sporgenza) e di granito grigio, sui quali poggia un arco a tutto sesto; ai due lati, in posizione speculare, si trovano poi due quadrati in granito, al cui interno, dentro una corona, sono rappresentate in altorilievo due aquile in volo. La ricerca della simmetria caratterizza la facciata nella sua totalità, e i lati che affiancano il corpo centrale presentano un’identica ripartizione dello spazio nella distribuzione delle finestre, di cui sei (su dodici) per lato hanno architrave con arco a tutto sesto. Una cornice orizzontale dentellata completa la parte superiore della facciata, la cui copertura curvilinea, sulla quale figurano decorazioni geometriche blu, è interrotta solo da due basse torrette culminanti con due pinnacoli metallici. Sul fastigio è riportata a caratteri cubitali la denominazione dell’istituto, mentre sopra l’ingresso della Palestra, che si trova sul lato di affaccio in via Deffenu, il restauro più recente ha ripristinato alcune decorazioni in stile geometrico e la scritta O.N.B. (Opera Nazionale Balilla), suscitando non poche polemiche per il richiamo (tuttavia “filologico”) all’origine fascista dell’edificio.

La struttura è in parte circondata da una cancellata in ferro battuto sostenuta da pilastrini, mentre la pavimentazione esterna conserva il granito e il basalto originali. L'interno si compone di una trentina di vani (tra aule e locali di servizio) distribuiti tra piano terra, primo piano e piano seminterrato (ospitante i laboratori, gli uffici, la biblioteca e l’archivio, in cui, oltre ai già citati diari di Giorgio Asproni, sono conservati anche i registri storici dell’istituto risalenti fino all’anno della fondazione); l’Aula Magna, al primo piano, è stata intitolata nel 2010 al cantautore Fabrizio De André, e nello stesso anno, dopo un apposito restauro, è stata inaugurata la nuova sede staccata ginnasiale nella vicina via Asiago.

Il 17 ottobre 2015, insieme alla scuola per l’infanzia “Don Francesco Guiso Gallisai” e alla casa natale di Sebastiano Satta (entrambe di affaccio sull’omonima piazza, monumento dedicato al poeta-avvocato dallo scultore Costantino Nivola nel 1965-67), i locali del Liceo sono stati aperti al pubblico in occasione della manifestazione FAIMARATHON. Una giornata d’autunno alla scoperta di un’Italia diversa, promossa dal Fondo Ambiente Italiano.

 

Bibliografia essenziale

  • Masala, Architettura dall’Unità d’Italia alla fine del ‘900, Nuoro, ILISSO, 2001;
  • Bassu, Il Classico a forma di “M” in ossequio a Mussolini, in “La Nuova Sardegna”, 15 giugno 2001;
  • Giorgio Asproni. Nel nome della Rivoluzione. Un protagonista sardo nel Risorgimento italiano, G. Puligheddu (a cura di), prefazione di Manlio Brigaglia, Nuoro, Poliedro, 2017.