Piazza Sebastiano Satta, Nuoro

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Posta al perfetto crocevia tra il Corso Garibaldi e il quartiere storico di San Pietro, la Piazza dedicata a Sebastiano Satta è il risultato di un intervento realizzato nella seconda metà degli anni Sessanta (1965-1967) dall’artista oranese Costantino Nivola, su incarico del Comune e del Comitato per le Onoranze in onore del poeta e giurisperito nuorese.

Già denominata Piazza Plebiscito e adibita al parcheggio delle autovetture, essa venne prescelta come sede di un omaggio al cantore della Barbagia e del suo capoluogo, morto nel 1914 e già celebrato nel 1931 dall’amico scultore Francesco Ciusa, che disegnò un monumento poi collocato sul Colle di Sant’Onofrio (purtroppo successivamente danneggiato). Nivola – che al momento della commissione risiedeva negli Stati Uniti da oltre vent’anni, e che aveva maturato un’esperienza notevole nell’ambito dell’arte pubblica a contatto con i maggiori architetti del Modernismo, tra cui Le Corbusier e Eero Saarinen – concepì un progetto originale, decisamente antiretorico, ma che fosse tuttavia capace di esaltare nel contempo sia lo spazio fisico sia i valori dell’entroterra, incarnati e cantati in modo emblematico proprio dal Vate della Sardegna.

Dopo la demolizione di alcuni edifici di affaccio sulla piazza, gli altri – tra cui la casa dello stesso Satta, sulla quale è apposta una targa commemorativa – vennero dipinti di bianco. La pavimentazione venne eseguita ex novo con grandi blocchi squadrati di granito, mentre altri blocchi, lasciati allo stato grezzo, vennero distribuiti, in senso verticale, su tutta la superficie. Questi, all’interno di apposite nicchie, avrebbero custodito alcune statuine in bronzo raffiguranti il caro “Bustianu” in differenti contesti legati alla vita privata o professionale; per consentire una visione più ravvicinata dei piccoli manufatti, Nivola predispose la presenza di sedute geometrizzanti che fungessero anche da piedistalli praticabili.

Il risultato finale – che si avvantaggiò dei consigli tecnici degli architetti americani Richard e Carl Stein, e del fitto consulto con Gavino Pau, Romano Ruju, Pietro Mastino e Raffaello Marchi – è incredibilmente arioso e leggero nonostante l’importante “peso”, anche simbolico, del materiale prescelto (prelevato dal Monte Ortobene); soprattutto, la sua alterità rispetto alla staticità immutabile tipica del monumento classicamente inteso è data sia dalla irregolarità planimetrica della piazza, sia dalla molteplicità di vie d’accesso allo slargo, che ogni volta consentono una differente esperienza percettiva, tanto al visitatore occasionale quanto al residente a cui capiti di transitarvi nel quotidiano.

 

Bibliografia essenziale

  • S. NAITZA, Una piazza per un poeta, Nuoro, Ilisso, 1987;
  • F. MASALA, Architettura dall’Unità d’Italia alla fine del ‘900, Nuoro, Ilisso, 2001