Giacinto Satta

Giacinto Satta

Personaggio singolare, dal carattere inquieto e avventuroso, animato dal desiderio di conoscere e di viaggiare, Giacinto Satta spicca tra i suoi contemporanei per l’esistenza cosmopolita e scapigliata, l’intensità del suo impegno intellettuale (nell’insegnamento, nel giornalismo, nella politica) e la varietà della sua produzione artistica (fu scrittore e pittore). Di nobili origini, dopo avere studiato e lavorato tra la Sardegna e il resto dell’Italia, dopo i viaggi che lo portarono nelle grandi capitali europee e in Africa, tornerà definitivamente nell’Isola nel 1893. Questa ultima stagione della sua vita, successiva al lungo periodo trascorso all’estero, non sarà però tra le più felici, e si concluderà tristemente con una morte solitaria, nell’indifferenza generale. Dopo decenni di oblio da parte della critica, la figura di Giacinto Satta è stata progressivamente riscoperta, e nel 1953, in coincidenza con la prima mostra retrospettiva allestita a Cagliari, la rivista “Il Convegno”, diretta da Nicola Tanda, gli dedicò un numero monografico. Più recentemente, solo un importante convegno svoltosi nel 1993 a Orosei, paese natale dell’artista, ha sancito l’avvenuto processo di inquadramento storico e critico di questo autore nel panorama letterario e pittorico sardo a cavallo tra Ottocento e Novecento.

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