Giorgio Asproni

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Bitti, 5 giugno 1808 - Roma, 30 aprile 1876

Furono l’interessamento e le risorse di un facoltoso zio prete – il canonico Melchiorre Dore, noto anche per il celebre poema Sa Ierusalem vittoriosa, classico della letteratura regionale – a compensare le modeste condizioni economiche della famiglia d’origine di Giorgio Asproni, e a permettere al nipote di frequentare il Seminario di Sassari e poi l’Università di Cagliari. In questa figura di ecclesiastico, il giovane nato a Bitti trovò un generoso sostituto di quel padre pastore perduto troppo presto, e si impegnò coscienziosamente pur sapendo che un atteggiamento tanto magnanimo avrebbe richiesto come controparte la rinuncia al suo stato di laico – la condizione era che in cambio del sostegno logistico agli studi prendesse a sua volta i voti. Così fu, difatti, e una volta conseguita la laurea «in utroque iure» venne a sua volta ordinato sacerdote. Iniziò allora la sua carriera ecclesiastica: nel 1833 ebbe l’incarico di Contadore generale nell’amministrazione della Diocesi nuorese, nel 1838 fu nominato Avvocato del Capitolo, e nel 1843 divenne canonico penitenziere, insegnando nel contempo Teologia Morale nel Seminario locale fino al 1847.

Tuttavia le condizioni imposte dall’abito talare non sarebbero state, alla lunga, più compatibili con l’indole dell’uomo che lo portava. Lo aveva dimostrato già la sua opposizione ai decreti legislativi che, dal 1820 al 1858, stavano progressivamente istituendo quella proprietà privata di cui proprio il clero andava ad avvantaggiarsi a scapito del popolo (Editto delle chiudende). La profonda crisi spirituale attraversata all’avvicinarsi dei quarant’anni, che andò a coincidere con l’emergere delle sue idee democratiche, comportò dunque dissensi e ostilità con l’ambiente clericale nuorese, al punto che nel 1847 si decise a lasciare il sacerdozio e cambiare radicalmente vita, per dedicarsi a quella che da allora e fino alla morte sarebbe stata la sua principale attività: la politica. A partire dal 1849 – e con continuità sino al 1876 – venne progressivamente eletto, e operò come deputato, nel Parlamento subalpino, la Camera dei deputati del Regno di Sardegna con epicentro e sede piemontese, locata presso il Palazzo Carignano di Torino, e che insieme con il Senato costituiva la totalità del Parlamento. Qui avrebbe incontrato nuovamente i sodali di studi degli anni cagliaritani: Vittorio Angius, Giovanni Battista Tuveri e Giovanni Siotto Pintor.

La carriera parlamentare di Giorgio Asproni fu, evidentemente, lunghissima: ben ventisette anni, tra i più cruciali per la storia di un’Italia che finalmente si costituiva in quanto Stato unitario (1861), durante i quali si schierò sempre e convintamente su posizioni di sinistra. Repubblicano fervente e convinto, fece parte di numerose commissioni, intervenendo sia su aspetti di politica generale (più teorici o, per così dire, filosofici) sia su aspetti di carattere più tecnico e pratico, dando prova mirabile della sua competenza in più settori: dall’economia alle infrastrutture, dalle vicende giudiziarie a quelle amministrative, dalle questioni agricole a quelle minerarie, dalla colonizzazione alla annosa questione dei trasporti. Le sue “orazioni”, sebbene ormai prive di implicazioni religiose, vennero ricordate per eloquenza, competenza e precisione, esempio affatto retorico di una “religione” di Stato che non lo avrebbe – questa sì – mai abbandonato.

Intenso e condotto in prima persona fu il suo impegno ai moti risorgimentali: nel 1860 partecipò alla spedizione dei Mille, raggiungendo Giuseppe Garibaldi prima a Palermo e poi a Napoli. Proprio qui, nel 1864, Giuseppe Mazzini gli chiese di dirigere il giornale politico “Il Popolo d’Italia”, cosa che fece fino all’anno successivo. La sua attività giornalistica, del resto, non fu meno importante rispetto a quella parlamentare, e lo stile e i contenuti della sua scrittura gli valsero la collaborazione con le più importanti testate nazionali del periodo: “Il Pensiero italiano”, “Il Dovere”, “Il Diritto”, “Il Pungolo” e “Italia e Popolo” (fondato da Mazzini) – oltre che a numerosi giornali sardi. Il talento scrittorio di Asproni si espresse anche nel corposo Diario politico (1855-1876), opera pubblicata postuma in sette volumi e tuttora di grande importanza per la comprensione delle vicende del Risorgimento italiano. Un testo in cui l’Isola risulta essere sempre presente nel pensiero e nelle proposte del parlamentare sardo-italiano, e soprattutto ben oltre scontati e nostalgici “lirismi”; a prova di ciò vale anche il famoso Indirizzo agli elettori del collegio di Nuoro, scritto a Firenze il 9 dicembre 1870 e pubblicato sul “Corriere di Sardegna”, segno concreto di un legame mai reciso con la terra d’origine, amata sempre «di un amore indefinibile».

Sono parimenti noti, di Asproni, i rapporti con la Massoneria: nel 1867 aveva aderito alla neonata loggia fiorentina Universo. Proprio a questa sosta nella città toscana, fra l’altro, risale il suo ruolo di “mentore” del musicista Priamo Gallisay, allora studente adolescente presso il locale collegio di Vallelunga raccomandatogli dal padre Gavino, suo amico e personaggio chiave della vita economica e sociale del centro della Barbagia. Un ruolo, questo di “nobile tutore”, evidentemente omaggiato anche con la nominazione dell’attuale Liceo Classico di Nuoro, che nell’ospitare generazioni di studenti ricorda loro il valore di questa ardimentosa e sfaccettata figura della storia nazionale e regionale, eroe del Risorgimento italiano e parlamentare sardo più stimato del XIX secolo, anche lui fedele della sua piccola patria perché tale verso tutte le patrie.

 

Bibliografia essenziale

  • Atti del Convegno Nazionale di Studi su Giorgio Asproni, Nuoro, 3-4 novembre 1979, Nuoro, Istituto Superiore Regionale Etnografico, 1979;
  • M. CORRIAS CORONA, Il canonico ribelle : pensiero politico e sentimento religioso in Giorgio Asproni, Milano, Giuffrè, 1984;
  • Giorgio Asproni e il suo diario politico. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Cagliari, 11-13 dicembre 1992, Cagliari, CUEC, 1994;
  • Fede nella democrazia e nella repubblica e realismo politico in Giorgio Asproni. Atti del convegno di studi nel bicentenario della nascita del deputato sardo, a cura di Gesuino Piga e Paolo Pulina, Pavia, Salone del Circolo Logudoro, 7 giugno 2008, Pavia, Nuova Tipografia Popolare, 2008;
  • Giorgio Asproni: un leader sardo nel risorgimento italiano. Atti del convegno, Bitti-Cagliari, 10-11 novembre 2006, Associazione culturale Giorgio Asproni, a cura di Luigi Polo Friz e Tito Orru, Cagliari, AM&D, 2008;
  • F. PAU, Un oppositore democratico negli anni della Destra storica: Giorgio Asproni parlamentare (1848-1876), Roma, Carocci, 2011;
  • Giorgio Asproni, Cagliari, L’Unione Sarda, 2014

 

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