Cuore della Sardegna

Adagiato ai piedi del monte Orovole, il paese di Tiana sorge lungo la valle formata dal torrente Tino accanto al punto in cui si incontra con il rio Torrei. Immerso in un suggestivo paesaggio tra monti di oltre mille metri, viene tradizionalmente considerato il paese dell’orbace, tessuto ottenuto dalla filatura della lana e utilizzato per confezionare abiti invernali.

I fiumi sono da sempre stati risorsa economica per il territorio: sulle loro sponde, già nel XVIII secolo, esistevano decine di mulini e gualchiere. La gualchiera era il congegno adibito alla follatura della lana, ossia alla sua trasformazione (attraverso l’infeltrimento) in un tessuto robusto e impermeabile, l’orbace. Come nel caso del mulino idraulico, utilizzato per la macinazione dei cereali, anche la gualchiera procurava l’energia, necessaria per il funzionamento del meccanismo di follatura, attraverso la forza dell’acqua corrente. Questo congegno era dotato di una ruota, solitamente verticale, verso la quale veniva indirizzato il getto di acqua corrente proveniente dalla “gora”, una derivazione che prelevava una parte del flusso idrico direttamente dal corso d’acqua. La ruota consentiva il movimento alternato dei due magli che a loro volta andavano a battere su un paracolpi nel quale venivano disposti i tessuti da ammorbidire, costantemente bagnati con acqua calda.

Un tempo le gualchiere erano molto e costituivano la principale risorsa economica del paese: ne è oggi testimone il Museo di Archeologia Industriale “Le vie dell’acqua”, situato in località Gusagu, che comprende al suo interno “Sa Cracchera de Tziu Bellu”, ultima gualchiera ancora attiva nell’Isola.

Se avete la curiosità di scoprire qualche segreto su questo particolare congegno vi consigliamo di fare un salto a Tiana nel weekend dell’11 e 12 novembre, in occasione della tappa di Autunno in Barbagia.