Cuore della Sardegna

MaMuMask è un Festival Internazionale sulle Maschere, incentrato sul loro significato nel mondo passato e in quello contemporaneo, sotto il profilo antropologico, psicologico, estetico, simbolico, ma anche un luogo di convivialità e socialità, un modo per confrontarsi, incontrarsi, stare insieme.

Il progetto è nato dall’entusiasmo dei soci della Coop. Viseras che gestiscono il Museo delle Maschere e dei soci dell’Associazione Turistica Pro Loco, accomunati dal desiderio di proiettare le Maschere oltre l’Isola, creando un evento che unisca le energie e le passioni di molti, per conquistare un pubblico sempre più ampio e attento, fatto di appassionati, studiosi e addetti ai lavori, ma anche e soprattutto di persone comuni, turisti, viaggiatori, curiosi e giramondo, “nomadi culturali” che attraverso la loro visita al Festival potranno vivere un’esperienza gratificante, coinvolgente dal punto di vista emotivo, originale per i contenuti offerti. 

Il festival si svolgerà a Mamoiada nei giorni dal 15 al 17 giugno 2018. Il programma, ancora in fase di definizione, prevederà un convegno scientifico (che vuole essere un momento di approfondimento e di studio legato alla maschera), un simposio di mascherai, laboratori per bambini, teatro, musica ed enogastronomia, oltre ad una sfilata delle maschere tradizionali di Mamoiada, Ottana e Orotelli e di un gruppo di maschere estere. È stata confermata la presenza delle maschere portoghesi dei Caretos di Podence.

L’obiettivo di questa manifestazione è fare in modo che il patrimonio culturale costituito dalle tradizioni locali e dalle maschere mediterranee sia maggiormente conosciuto e valorizzato a livello regionale e nazionale.

Il comitato scientifico del Festival è composto dallo staff della Soc. Coop. Viseras, da alcuni rappresentanti della Pro Loco, da Paolo Piquereddu (già direttore generale dell’ISRE e ora coordinatore regionale ICOM e commissario del Consorzio di lettura Sebastiano Satta) e da Sebastiano Mannia, professore di antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Palermo e di Sassari. Per la riuscita del festival si è pensato di coinvolgere attivamente diverse istituzioni culturali anche di caratura internazionale che potrebbero conferire ulteriore valenza scientifica alla manifestazione.