Primavera nel Cuore della Sardegna 2018

Il paese di Silanus è edificato a mezza collina, a un’altitudine di 432 metri s.l.m. con esposizione a sud est, su un territorio di circa 48 Kmq. Situato nella parte centro-occidentale della Provincia di Nuoro, comprende la parte centrale della catena del Marghine e confina con i comuni di Bolotana, Lei, Noragugume, Dualchi e Bortigali. Il suo territorio è ricco di chiese, nuraghi e numerose testimonianze di storia millenaria, oltreché di un notevole patrimonio ambientale e naturalistico ancora tutto da scoprire ed esplorare. Popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano i numerosi ritrovamenti, la parte del territorio limitrofa alla media valle del Tirso è letteralmente cosparsa di nuraghi, di resti di templi nuragici e di grandiose Tombe di giganti. Attorno a Silanus si contano ancora numerosi nuraghi: Orolio o Madrone, monotorre a pianta circolare che conserva intatte due camere a torre sovrapposte; il nuraghe Santa Sabina o Sarbana, a pianta semplice adiacente alla Chiesa omonima; non lontano il nuraghe Corbos, monotorre ben conservato. Il territorio di Silanus fu raggiunto dai Punici: la loro presenza è documentata dal ritrovamento di vari reperti nei pressi del nuraghe Orolio. Nel periodo Romano un villaggio sorgeva probabilmente nel luogo dell'attuale abitato; si ha notizia della presenza di cristiani deportati durante il periodo di Diocleziano e costretti ai lavori forzati nelle cave di calce del Montarbu.

Silanus è un piccolo paese di allevatori e contadini dove i tempi e i ritmi della campagna scandiscono la vita di una comunità dinamica e laboriosa, gode di un clima mite e gradevole per gran parte dell'anno. Boschi di leccio e rovere, terre coltivate e pascoli circondano il suo territorio; ulivi, vigneti e il candore di numerose greggi dipingono le colline e le valli intorno al paese. La sua comunità, dove sopravvivono numerose tradizioni popolari, è animata da un profondo sentimento religioso, di cui sono testimonianza le sette chiese presenti nel borgo, i diversi novenari e la particolare devozione nei confronti di Sant'Antonio Abate, patrono del paese. Natura e archeologia, antiche usanze e deliziose produzioni locali conservano intatti i segni di una storia che ha forgiato nel tempo la sua cultura, dove l'ospite, anche se per un breve periodo, può sentirsi a pieno titolo cittadino del borgo e vivere un'esperienza ricca di autentiche suggestioni. Piazza Carraghentu è il luogo di ritrovo principale della comunità dove giovani e anziani si riuniscono per trascorrere alcune ore in compagnia. È il punto ideale per iniziare una visita del borgo, da soli o accompagnati dai cittadini stessi, sempre disponibili e generosi nel dare indicazioni. A poche decine di metri dalla piazza, su una piccola altura, sorge la bellissima chiesa di San Lorenzo Martire. L'edificio, datato intorno al XII sec., rappresenta un originale esempio di architettura romanica in Sardegna ed è interamente realizzato in basalto. Il carattere severo ed essenziale della chiesa è attenuato, all’interno, da un pregevole affresco di autore ignoto, mentre all'esterno, tra gli archetti, si può scorgere una singolare e misteriosa maschera in pietra. Nell'area verde intorno al santuario sono presenti alcuni bètili nuragici rinvenuti nei pressi dell'area archeologica di Nuraghe Corbos. Attraversando i caratteristici viottoli del quartiere di Serra iscobas si incontrano la chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antonio Abate e la chiesa di Santa Croce, dove è possibile ammirare un prezioso altare in legno dipinto del XVII sec. Inoltrandosi nel reticolo del centro storico è possibile visitare altre due graziose chiesette: la prima, dedicata a Sa Maddalena, risale al XVI sec. e si affaccia su un’incantevole piazzetta  incorniciata da antichi edifici in pietra scura e da balconi ornati di fiori profumati. Fermatosi sul selciato e chiusi gli occhi per qualche istante, il visitatore più sensibile potrà percepire la dimensione più intima e profonda della comunità dove la sacralità, il silenzio e la pietra sono l'anima di un quartiere un tempo animato da contadini e artigiani. Proseguendo per sas carrelas (le vie del centro), si giunge in Sa Ittiri, dove una verde e accogliente piazzetta fa da cornice a un'altra testimonianza della sacralità del borgo: la chiesa di Nostra Signora d'Itria. L’edificio, un bell’esempio di architettura del XVII sec., conserva al suo interno alcune preziose statue lignee, come quella di Sant'Isidoro, patrono dei contadini.

Silanus è conosciuto come il paese dei poeti per aver dato i natali agli indimenticabili Mario Masala e Francesco Mura, protagonisti indiscussi di memorabili gare di poesia estemporanea sarda in tutte le piazze dell'isola. Silanus è un paradiso soprattutto per chi ama le tradizioni popolari. Sono diversi infatti i gruppi di ballo  sardo e di canto a tenore presenti nel paese. Un visitatore particolarmente curioso potrebbe decidere di visitare Silanus da un punto di vista inusuale, ma per nulla fuori luogo. Potrebbe riporre mappe, bussole, guide e recensioni d’ogni tipo per farsi trascinare unicamente dai suoi sensi. Chiudendo gli occhi potrebbe farsi condurre dall'olfatto per seguire tracce di profumi seducenti. Giunto alla fonte scoprirebbe di essersi perso in un mondo incantato fatto di sospiros, pirichittos, papassinos, fraones, cattas e casadinas. Un trionfo di sensazioni incoraggiate da deliziosi dolci fatti di mandorle, miele, uova, farina ma anche noci, uva passa e ricotta. Prodotti locali, freschi e genuini che riportano al palato i sapori d’una volta. Non c'è evento, ricorrenza o festività che a Silanus non venga celebrato con un dolce particolare della tradizione: come s'aligu, prelibatezza tipica della settimana santa fatta di miele, mandorle tostate, fresa de aligu (una speciale pasta tostata simile alla sfoglia), scorza d'arancio e racchiusa tra due profumate foglie di limone o d’arancio. E come resistere all'aroma de sos tundos (spianate) e de su zichi russu (pane semola) appena sfornati dalle esperte mani di massaie e panettieri del villaggio, per gustarli magari con saporiti formaggi locali? Nel borgo, poi, ci si può smarrire tra le tante varietà di formaggi. Abili mani di donna sono ancora capaci di comporre straordinarie sinfonie musicali ed artistiche. Pettini, battenti e spole, diretti con perita maestria, dispongono fili, stendono orditi, incrociano trame creando vere e proprie opere d'arte.