Primavera nel Cuore della Sardegna 2019

Barì è il nome antico di Bari Sardo: quest’ultima denominazione gli fu data intorno al 1840 durante il Regno Sardo-Piemontese, ma tuttora, ai suoi cittadini e agli abitanti dell’Ogliastra, è noto come Barì. Il territorio di Bari Sardo vanta la presenza di un ricchissimo patrimonio archeologico risalente sia al periodo nuragico che prenuragico. Le più antiche testimonianze risalgono al neolitico, con la presenza di numerose domus de janas nelle cui vicinanze spesso si trovano isolate delle macine scavate nel granito (cuvettes). Ben più rappresentato è il periodo nuragico che ci ha lasciato numerosi nuraghi sparsi in tutto il territorio e maggiormente concentrati nelle alture che costeggiano il corso d'acqua più importante, il Riu Mannu, e sull'altopiano di Teccu.

La necropoli ipogeica di Pizzu'e Monti è costituita da due domus de janas, in buono stato di conservazione, scavate su un affioramento di porfido rosso. La prima domus, situata a 109 metri sul livello del mare, è costituita da un'anticella e da tre celle a sviluppo longitudinale mentre la seconda, situata poco più sopra è una domus monocellulare realizzata con una lavorazione accurata.

La splendida necropoli ipogeica di Funtana Su Rettore è situata nell'omonima località sulle colline di Su Pranu: è costituita da tre domus de janas bicellulari, in buono stato di conservazione, che si sviluppano in sopraelevazione dall'esterno verso l'interno. Gli ipogei si aprono a 234 metri sul livello del mare su una ripida parete porfirica.

Il terzo sito visitabile è il nuraghe Sellersu, situato sull'altopiano di Teccu in una posizione strategica che domina tutta la baia di Cea e che premette a chi vi si reca di godere di uno splendido paesaggio. Il monumento, costruito in basalto, si trova in discreto stato di conservazione ed è costituito da una torre principale a pianta circolare, una torre addossata a Nord-Ovest, una struttura d'accesso, e una probabile torre a Sud/Sud-Ovest.

Bari Sardo è un piccolo paese della costa orientale della Sardegna, a 50 metri sul livello del mare: il suo territorio, ricco dei colori e profumi tipici della macchia mediterranea, è ancora in gran parte incontaminato, si affaccia sul mare con un litorale in cui lunghe spiagge sabbiose si alternano a suggestive scogliere. La costa incantevole di Bari Sardo, che si estende per circa 10 km, è caratterizzata da un mare dalle acque limpide e cristalline, motivo per cui negli ultimi quidici anni il Comune è stato premiato per diverse volte con la Bandiera Blu. Il vero simbolo di Bari Sardo è la sua splendida Torre Spagnola che, per bellezza ed imponenza, caratterizza l’intera zona costiera di Torre di Barì. Da un piccolo promontorio domina l’intera costa, a difesa della quale fu edificata nel XVII secolo.

La regione è costituita dagli Altopiani basaltici di Teccu e Su Crastu, dalle dolci e verdi colline di Su Pranu e Pizzu'e Monti e dalle piane alluvionali di Pranargia e Goleri. Nel punto in cui le colline e gli altopiani si incontrano si trova il centro abitato, protetto dai venti predominanti di Maestrale e Scirocco. Nella variegata bellezza del territorio Bariese, il maggior punto di interesse paesaggistico è senza dubbio la giara di Teccu che, costruita dal fuoco e dal magma di antichissime eruzioni, emerge come un’isola scura distinta dalla restante morfologia ondulata. Partendo dal Centro abitato, l'altopiano si estende per circa 4 chilometri quadri, digradando verso la costa e tuffandosi con le sue rocce scure tra le onde del mare nelle località di Punta Niedda (punta nera) e Punta Su Mastixi.

Lo spessore della colata è di circa 10 metri e diventa maggiore in prossimità di Sa Iba Manna , bocca della colata di forma conica, più alta rispetto al resto dell'altopiano. Dalla sommità di Sa Iba manna, 195 metri sul livello del mare, si domina tutto l'altopiano e buona parte del territorio Bariese. Lungo le pareti dell'altopiano e in gran parte della colata cresce rigogliosa la fitta macchia mediterranea caratterizzata principalmente dalla presenza dell’olivastro, della ginestra spinosa e del lentisco; negli anfratti rocciosi è possibile ammirare gli ecotipi "selvatici" del fico d'India. Tali formazioni vegetali costituiscono l'habitat ideale per diverse specie faunistiche e in primavera offrono una variegata gamma di profumi e colori in cui domina il giallo delle ginestre. A sud del paese si trova isolato il colle di Su Crastu, di modeste dimensioni con le stesse caratteristiche geomorfologiche della colata maggiore.

A nord-ovest, alle spalle del centro abitato, si erge l'altopiano di Su Pranu con i suoi 236 metri di altezza. Da diversi punti della sua sommità è possibile godere dei più affascinanti panorami che offre il territorio ogliastrino, spaziando da sud, verso l'imponente Mont'e Ferru, a nord verso le ripide pareti delle montagne di Baunei. Su Pranu, un tempo coltivato e giardino della popolazione Bariese, è ricoperto da formazioni arboree dominate dalla quercia da sughero che, insieme alle altre essenze della macchia mediterranea, costituisce il polmone verde del paese. Di notevole interesse naturalistico sono le zone umide di Bau'e Nì e dei laghetti di Liggius per la flora e la fauna di cui sono ricche e interessate, a seconda delle stagioni, dal passaggio di diverse specie di uccelli migratori. Il centro del paese è caratterizzato da antiche case rustiche, coloniche, torri spagnole, antichi ovili e ville. Il paese è molto conosciuto per l’artigianato tessile di tappeti, arazzi, coperte e lini.

Sono molto suggestivi e sentiti i festeggiamenti dedicati alla Beata Vergine di Monserrato e ai Santi Michele e Girolamo. I riti e le processioni delle festività religiose si svolgono a settembre, mentre la seconda domenica di luglio si festeggia la Sagra de Su Nenneri in onore di San Giovanni Battista. Al centro del paese, merita una visita la parrocchiale di Nostra Signora di Monserrato. La seconda domenica di luglio si festeggia la Sagra de Su Nenneri in onore di San Giovanni Battista.

I prodotti gastronomici del territorio di Bari Sardo sono svariati e di elevata qualità. Fra tutti spiccano per gusto e unicità quelli tipici della tradizione: i culurgionis (costituiti da una sfoglia ripiena di patate, formaggio pecorino e manta, chiusa a sacchetto e cucita a mano con una decorazione a spiga), sa coccoi prena (preparata con lo stesso ripieno dei culurgionis, inserito in dischi di sfoglia poi pizzicata a costituire una sorta di coroncina, e cotta al forno), i maccarones de ungras, sa coccoi (particolare focaccia di zucca rossa o di cipolla e zucchine cotta al forno al legna), su pani pintau, su pistoccu e su moddizzosu. I formaggi tipici sono il pecorino fresco o stagionato , la ricotta , su casu ageru , su casu marzu e su cagittu, che grazie una tradizione millenaria risultano essere ottimi e di altissima qualità. Ottimi sono anche gli arrosti di vari tipi di carne, cotti allo spiedo, tra cui spiccano per bontà l’arrosto de copieddu (maialetto) e di pecora. I dolci tipici sono numerosi: pabassinas, panisceddas, bianchinus, pani acconciu, amarettus, gattou, pardulas. Nei forni a legna dei panifici o delle case private, vengono ancora preparati come un tempo, su pani pintau (pane decorato), su pistoccu e su moddizzosu.