Primavera nel Cuore della Sardegna 2019

Il territorio di Siniscola fu abitato sin dall' età prenuragica, come testimoniano i numerosissimi reperti ritrovati nelle aree adiacenti al centro abitato: tra questi si segnalano i microliti geometrici in selce e ossidiana del tipo a trapezio e a semiluna, attribuibili al Neolitico AnticoMedio (6000 a.C.) e raccolti tra le dune di Capo Comino. Inoltre, è possibile trovare evidenti tracce di frequentazione umana, risalenti al neolitico, anche all'esterno della Grotta di Elène Portiche sita sul versante occidentale di Monte Lattu.

Anche la presenza di insediamenti nuragici è consistente. Si contano, infatti, ben 46 siti di rilevanza storico/culturale appartenenti all’età del Bronzo, tra i quali: 5 Grotte di importanza archeologica, 32 nuraghi, 4 Tombe di Giganti, 4 villaggi nuragici. Il territorio fu frequentato anche nelle epoche successive . Nello specifico si fa riferimento alla dominazione romana che, con la presenza di un insediamento nel tardo periodo imperiale, ha lasciato diverse tracce nella Valle di Bèrchida fino ad arrivare a Santa Lucia e un porto di importanza strategica chiamato “Portus lugudonis”.

La nascita del borgo di Siniscola risale però all’alto Medioevo, quando il territorio faceva parte del giudicato di Gallura, per passare poi sotto la dominazione aragonese. A questo periodo risalgono anche le prime incursioni dei saraceni che nel 1514 raggiunsero le coste della Baronia, approdarono senza incontrare resistenza e saccheggiarono Siniscola, Torpè e Lodè e resero necessaria la costruzione di torri costiere di avvistamento e difesa, tra queste spicca quella di Santa Lucia, che domina con imponenza la costa. Tuttavia, i Baroni che si successero nel territorio della Baronia non ebbero mai molta cura del feudo, tanto che nel 1623, il consiglio del Real patrimonio d'Aragona, sequestrò il feudo al legittimo titolare Michele Portugues , il quale non vi aveva organizzato alcun sistema difensivo contro i pirati Saraceni, e lo costrinse a procedimenti giudiziari di riscatto che poi lo condussero alla perdita fallimentare della proprietà e del titolo. A partire dal ‘600 il borgo di Siniscola subì processi di sviluppo, e già nell’‘800 si parla di un centro in forte crescita demografica ed economica, sino ad arrivare ad oggi. Siniscola, infatti, ha assunto un ruolo dominante grazie alla presenza di attività amministrative, commerciali e turistiche.

Siniscola (Thiniscòle in sardo) è un comune di 11.479 abitanti, situato nella costa orientale della Sardegna, in provincia di Nuoro, nella regione storica delle Baronie, della quale rappresenta il centro più importante. La sua posizione, ai piedi del massiccio calcareo del Mont’Albo, circondata da pianure, vigneti, colline e spiagge incontaminate, oggi fa del territorio di Siniscola un’area d’importante interesse culturale e turistico, dove mare e montagna s’intrecciano dando vita a un profilo paesaggistico d’ineguagliabile bellezza.

Il territorio è particolarmente variegato, a partire dal Mont’albo, che regala ai suoi visitatori panorami mozzafiato , in uno scenario dove si alternano foreste, radure , rocce, grotte, sorgenti d’acqua e pendii scoscesi con costoni dolomitici, abitati dalla ricca fauna locale. Sul Monte Albo vivono cinghiali, volpi e martore e vi nidificano l'aquila reale, il falco pellegrino, l'astore e la poiana. Variegata la vegetazione: ginepri, lentischi, olivastri e salendo di quota roverelle e aceri. Sono numerose le grotte abitate dall'uomo in età preistorica, importanti dal punto di vista speleologico e archeologico ed attualmente visitabili.

Più a valle si trovano le frazioni costiere, a vocazione turistica, di La Caletta, Santa Lucia e Capo Comino: territorio caratterizzato da 30 km di costa (più volte insignita da parte di Legambiente delle 4 Vele), dove si alternano vastissimi arenili, alte dune di sabbia puntellate da ginepri secolari, basse scogliere, e calette avvolte da pinete, il tutto abbracciato da un mare cristallino, che degrada dolcemente verso il largo. Un insieme di bellezze naturali incontaminate, che rende le spiagge di Siniscola tra le più belle del Mediterraneo e del mondo.

Di particolare interesse è la grotta di Gana e Gortoe. Situata dentro la città, in via Olbia, la grotta venne usata durante la seconda guerra mondiale come vero e proprio rifugio antiaereo dai cittadini siniscolesi. Dentro la grotta è presente un corso d'acqua che sfocia a "funtana", la fonte dove negli anni trenta si andava a lavare e prendere l'acqua. L'origine di questo corso d'acqua è ignota, dal momento che la grotta è in parte inesplorata. Al suo interno si trovano resti di brocche d'origine etrusca.

I siti archeologici che meritano una visita: Domus de jana " Cucuru 'e Janas" lungo la strada che giunge a la Caletta, Grotta "Sa Prejone e s'Orcu" sul Montalbo, Grotta "sa Conca Ruja" sul Montalbo, Area archeologica di Bèrchida: villaggio prenuragico, Tomba dei giganti "Su Picante", tra Capo Comino e Irgoli, Tomba dei giganti "Su 'Itichinzu", tra Capo Comino e Irgoli, Villaggio di Rempellos nei pressi della  Spiaggia di Berchida.

Città culturalmente vivace, Siniscola conta numerose associazioni culturali e di volontariato, un'ampia offerta formativa, istituti superiori e l'università della terza età. Sede del ''Premio nazionale di letteratura per l'infanzia'' che si svolge con cadenza biennale, la città possiede un'ottima rete bibliotecaria, con sedi anche nelle frazioni costiere. Nota nel panorama musicale isolano per aver dato i natali a illustri artisti e gruppi musicali, ospita frequentemente manifestazioni di livello nazionale. Tra i luoghi da visitare si segnala il villaggio nuragico ''Luthuthai'', la grotta funeraria ''Cuccuru e Jana'', le grotte di ''Elene Portiche'', di ''Sa prejone e S'orcu'', il villaggio medievale ''Rempellos'' e le torri di Santa Lucia e San Giovanni.

La cittadina si è urbanisticamente sviluppata intorno alla parrocchiale settecentesca, che conserva all'interno affreschi e statue in legno di artisti locali.  È vivamente consigliata una visita al centro storico del paese, all'interno del quale è possibile ammirare numerosi palazzi ottocenteschi di notevole importanza artistica.

Molto sentite, le feste popolari e le tradizioni religiose, tra le quali si ricordano quella dedicata alla Madonna delle Grazie, nella seconda domenica di ottobre; la festa di Sant'Antonio, tra il 16 e il 17 Gennaio; la festa di Sant'Elena, che si svolge ad agosto nell'omonima chiesa campestre e i riti della settimana santa. Molto sentito anche il carnevale; numerose le sagre che si svolgono nel centro storico e quelle campestri, luoghi in cui apprezzare l'essenza della cultura locale e l'unicità dei prodotti tipici come il vino rosso ''Cannonàtu'', il formaggio pecorino e una grande varietà di dolci. L’offerta gastronomica, oltre ad essere caratterizzata dai classici arrosti a base di carne è ricca di primi a base di pasta lavorata a mano.

Tra le peculiarità culinarie segnaliamo “Sa suppa Siniscolesa” e “Sa pompia”, dolce tipico ricavato dal frutto dell’omonima pianta, che cresce solo in questo territorio. Tra le produzioni artigianali tipiche spiccano, invece, le bellissime ceramiche, famose già a partire dall’800, i cestini, le cassapanche decorate e i coltelli. Sotto il profilo culturale Siniscola possiede una rete bibliotecaria consorziata con la Satta di Nuoro, le cui sedi sono insediate nel centro e nelle frazioni marine di La Caletta e di Santa Lucia. La biblioteca possiede un grande numero di testi ed è aperta alla consultazione e alle iniziative culturali di promozione libraria.