Autunno in Barbagia 2020

Ci sarebbe piaciuto raccontarvi il programma di Bitti, e poi quello di Oliena, Austis, Orani e di tutti i meravigliosi paesi del Cuore della Sardegna.

Vi avremmo voluto attendere nei nostri paesi, come ogni anno, per trascorrere insieme indimenticabili fine settimana.

Invece, per le ragioni che noi tutti conosciamo, quest’anno Autunno in Barbagia non ci sarà. MA non sarà un anno triste e nostalgico! Sarà un anno che vedrà il racconto digitale dei paesi e delle loro ricchezze, per farci trovare ancora più preparati all’edizione 2021.
Ci aspettano tante belle scoperte e iniziative per ricordare insieme i momenti più belli: alcune sono ancora TOP SECRET, seguiteci sui social per scoprirle!

 

09.12.2020

Ortueri

Tra i vigneti e le foreste di sughero e lecci del Mandrolisai, sorge l’antico borgo medievale di Ortueri, la nostra prossima meta 'virtuale'.
Il paese, rinomato in tutta l’isola come la capitale degli estrattori di sughero, preserva con cura i saperi e il saper fare del passato contadino. Tuttora, presenta un ricco tessuto di attività agricole, zootecniche, vitivinicole, enogastronomiche e artigianali che mettono abilmente in dialogo la memoria con l’immaginazione.

  • Nel territorio si ritrovano numerosi resti di epoca romana, come la pietra con epigrafe funeraria nella zona di Pedra Litterada.
  • Il suo particolare centro storico è caratterizzato da viuzze e case antiche, sopra le quali si staglia il grandioso campanile della chiesa parrocchiale di San Nicola risalente al periodo compreso tra il XVIII e XIX secolo e alto ben 38 metri.
  • I festeggiamenti religiosi in onore del santo si svolgono il 6 dicembre, mentre la terza domenica di maggio si festeggia con balli, musica e cori.
  • In quell'occasione l'intera comunità è coinvolta nella preparazione de "s’angule", un dolce unico in Sardegna di origine bizantina. La settimana successiva, un altro dolce, "sa moddighina", è protagonista dei festeggiamenti religiosi per l'ottava di San Nicola.
  • Tra il religioso e il pagano c’è la festa di Sant'Antonio che si celebra la notte tra il 16 e il 17 gennaio con l’accensione de "is tuveras" in ogni rione e il rituale votivo de "is inghirios", rappresentato da 13 persone di nome Antonio.
    Questo è anche il momento della prima sfilata annuale della maschera tipica, "Is Sonaggiaos e s’Urzu", che, muovendosi da un falò all'altro, riempiono il paese con la loro ritmica e suggestiva cadenza.
  • Tra il calore della comunità ortuerese e l'ottimo vino locale, si può degustare "su panisceddu", il tipico dolce di uva, sapa e frutta secca.
  • Di particolare interesse naturalistico è il Parco dell’Asino Sardo, situato in località “Mui Muscas”. Nato nel 1994 per salvaguardare la razza dall’estinzione, oggi, nei suoi 55 ettari, ospita più di 50 asinelli. Nel prossimo futuro diventeranno fedeli e simpatici accompagnatori di percorsi educativi e terapeutici.