Raffaele Ciceri

Raffaele Ciceri

Raffaele Ciceri fu molto di più di un semplice farmacista: raccoglitore appassionato di immagini della Sardegna della Belle Époque, la sua figura somiglia piuttosto a quella di un pioniere della street photography contemporanea. Nuoro e i paesi della provincia barbaricina saranno sempre il suo osservatorio privilegiato, ma non mancherà di scattare senza posa anche durante i frequenti viaggi, in Italia e finanche in Nordafrica. A dispetto di un’esistenza gaudente e notoria, vissuta con intensità e curiosità, Ciceri concluderà però i suoi giorni vinto da una crescente amarezza, se è vero anche quanto riporta Salvatore Satta, che ne fece uno dei personaggi del capolavoro postumo Il giorno del giudizio (1977). La conferma dello stato d’animo progressivamente pessimista maturato dal fotografo, e del disprezzo per il suo stile di vita a contrasto con la miseria dei più, si evince del resto anche dalle disposizioni date per la sua morte: un funerale senza croci, una sepoltura anonima e la donazione all’ospedale civile di tutti gli averi. Lungi dall’essere stato dimenticato, Ciceri è oggi considerato un interessantissimo osservatore e, a suo modo, interprete dell’Isola tra Ottocento e Novecento. L’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro e la casa editrice ILISSO custodiscono una ricca collezione del suo lavoro fotografico (quanto superstite di un più vasto lavoro), un’ampia selezione del quale è stata esposta al pubblico nel corso di una grande mostra allestita nel 2013 al Museo TRIBU di Nuoro.

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