Primavera nel Cuore della Sardegna 2022

Sull’ origine del nome del paese non ci sono dati precisi a disposizione: Loculi potrebbe derivare dal latino “Locus”, cioè piccolo luogo o centro; oppure dall’ italiano “loculo”, ricordando forse qualche famoso loculo funerario o qualche importante cimitero di cui non sono rimaste più tracce; altri ancora infine, pensano che possa derivare dal latino “lucus” che significa bosco sacro.

In ogni caso, Loculi era un centro di modeste dimensioni e molto probabilmente vi era un centro fenicio-punico. Ciò è testimoniato dalla scoperta casuale nel 1959 in una strada del paese (precisamente in Via Arborea) di una “brocca” contenente braccialetti di bronzo, una trentina di monete antiche, una fedina di bronzo e una corniola su cui erano state incise la testa di un cane e di un uccello. In seguito, all’ inizio del X secolo, in Sardegna si costituirono 4 regni indipendenti che avevano le proprie frontiere e i propri eserciti. Questi regni vennero chiamati giudicati: Loculi, insieme a Galtellì, Irgoli e Onifai faceva parte del giudicato di Gallura. Tra i secoli XV e XX sono state edificate nel territorio di Loculi 17 chiese, di queste purtroppo ne rimangono solo due: quella di San Pietro e quella della Madonna della Difesa. Tra le più antiche ricordiamo quella di Sant’ Antonio, quella di San Giovanni battista e quella di Santa Maria di Lopè (costruite prima del 1941).

Loculi è un piccolo paese in provincia di Nuoro, a pochi chilometri dalla costa orientale della Sardegna, nella piana solcata dal Sologo l’affluente del Cedrino, in un territorio principalmente collinare. La collocazione geografica è tale che, fin dai tempi più remoti, gli uomini lo scelsero per fissare qui le loro dimore, trovando in esso le condizioni migliori per vivere e per difendersi. La conformazione del luogo e la vicinanza al fronte costiero giustificano inoltre l’ esistenza in questa zona del passaggio di numerose civiltà.

La più antica presenza umana attestata a Loculi risale nel periodo Neolitico, come documentano le domos de janas, dette anche “Concheddas” situate in prossimità del paese: tra le più importanti ricordiamo Pira ‘e Tusu. Nel territorio di Loculi sono presenti anche dei Nuraghi: quello di Caraocu (o Corricanu ), quello di Preda Longa e quello di Survare. Quest’ ultimo, ormai distrutto, si trovava nel centro abitato. Il nucleo originale di Loculi dovette formarsi lentamente, sin da quando lasciate le grotte e le altre costruzioni preistoriche, i cui resti rimangono ancora a testimonianza di tante misteriose vicende umane, gli uomini incominciarono a costruirsi semplici abitazioni. Il territorio è caratterizzato da una massiccia presenza di querce e lecci secolari, olivastri, ginepri e corbezzoli, ed è popolato da numerose specie animali, dalle più conosciute come cinghiali, lepri e volpi alle più rare quali i mufloni e gli astori.

Loculi è un paese molto attento alle tradizioni e alle attività culturali di tipo sportivo, come dimostrano l’impegno delle numerose associazioni che si decano con impegno alla cultura e alla promozione del paese come: il gruppo folk “Sa Defessa” , formato dai giovani del paese, il tenore “Santu Pretu”, costituito da ragazzi che con la loro voce animano feste, eventi e rassegne, la società sportiva “Corvi Orosei Rugby”, nata nel 2014 dall’ idea di un gruppo di giovani baroniesi uniti dalla voglia di promuovere la cultura del rugby e l’ associazione cinofila “Loculi” .

Loculi è un paese attento alle tradizioni religiose. Le principali feste sono “ Sa Defessa”, che si festeggia l’ultima domenica di agosto e “ Santu Pretu”, patrono del paese che si festeggia il 18 Gennaio, inoltre non mancano mai i festeggiamenti in onore di Sant’ Antonio e i riti e le celebrazioni della Settimana Santa, nei quali assume un significato profondo la presenza della Confraternita di Santa Rughe (Santa Croce) che si costituì tra il 1725 ed il 1733. Nell’ agosto 2010 grazie al recupero di un edificio abbandonato e quasi fatiscente nasce “Sa domo de sas artes e de sos mestieris” che ospita splendide immagini fotografiche in bianco e nero che il famoso fotografo Carlo Bavagnoli scattò proprio a Loculi, Irgoli e Onifai per un reportage dell’Espresso nel 1959. Attualmente Loculi conta poco più di 500 abitanti. Le attività principali rimangono ancora legate all’agricoltura e alla pastorizia, elementi trainanti dell’economia locale. Negli ultimi anni si sono sviluppate attività di artigianato come la lavorazione del cuoio e la lavorazione della ceramica.