Primavera nel Cuore della Sardegna 2022

Lotzorai è un piccolo comune dell'Ogliastra, situato nella costa centro orientale della Sardegna. Il toponimo potrebbe significare "luogo dei mandorli in fiore": la radice "Lot" e la terminazione "ai" sono di origine nuragica, e si ritiene vi sia un riferimento al dio Apollo ed al suo culto.

Dai risultati degli studi realizzati nel territorio e dall’analisi dei reperti archeologi è emerso che il paese di Lotzorai fu abitato fin dall'età del rame. Fu sede dal sesto secolo a.C. di un insediamento punico e successivamente romano, come testimonia la costruzione durante la civiltà Fenicia di un tempio sulla collina dove oggi sorge il Castello Medusa. Inizialmente il nome del paese era Lozoranus: alcune leggende, infatti, raccontano che nel 1117 nel "Santissimi Praesulis Georgici Suellensis", un contadino di nome Lozoranus fu risuscitato dal santo che ha dato il nome al paese. Successivamente assunse il nome di Lozzorai, Loçorai de Planitio, Lotoray, Loceray e Lostoray. Altre testimonianze raccontano che il primo villaggio vero e proprio fu "Ogliastro".

Nel 1327 Lotzorai divenne una delle Ville della Contea di Quirra, inserita nel sistema feudale Aragonese. Il villaggio medioevale appartenne alla curatoria di Ogliastra, nel Regno giudicale di Càlari. Il paese di Lotzorai, come quelli ad economia rurale, si caratterizza per la presenza di grandi case con ampi cortili, e con le strade strette del centro storico che si intrecciano ripetutamente.

Lotzorai sorge a circa un chilometro dalla costa tra il fiume Pramaera e il Rio Girasole, circondato dal massiccio del Monte Oro. È raggiungibile da nord attraverso la strada statale Orientale Sarda, a ovest con la strada provinciale e dal vicino porto di Arbatax e da quello turistico di Santa Maria Navarrese.

Particolarmente affascinante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, a circa un miglio a est della costa del paese si trova l’isolotto dell’Ogliastra raggiungibile con imbarcazioni proprie e con battelli: una splendida massa di granito porfirico rosa alto 47 metri ed esteso oltre 10 ettari, circondata da due piccole isolette completamente disabitate. Il mare cristallino dai fondali colorati circondano l’isola dalle rocce aguzze granitiche rosse dove vivono colonie di diverse specie di uccelli, un’oasi speciale per gli amanti della natura.

Inoltre, le zone umide di Lotzorai sono gli habitat ideali di numerose specie acquatiche : il parco fluviale del fiume Pramaera e la sua foce, lo stagno di Pollu, la Paùle di Iscrixedda. Quest’ultima si trova alle spalle della spiaggia omonima in località Iscrixedda ed è alimentata dalle acque del rio Girasole, in ultimo si trova il canale di  Su Stoargiu che mette in collegamento la zona umida di Iscrixedda con lo stagno di Tortolì.

Dal fascino senza tempo il Castello della Medusa è stato costruito in epoca medievale sui resti di una più antica costruzione punica. Si trova su una sommità di una collina di roccia granitica, alta circa una cinquantina di metri e situato all'altezza del Km 144 della SS.125 all'ingresso dell'abitato di Lotzorai. La sua storia è strettamente legata a questa località e all'intera piana. Nel tardo mondo antico e nell'alto medioevo questa fortificazione si chiamava Ogliastri Castrum , mentre è nell’Ottocento che assunse il nome di Castello della Medusa.

Nel territorio sono presenti alcune Domus De Janas, le tipiche tombe collettive scavate nella roccia nell'età del rame (2700-1800 a.C.), situate per la maggior parte nella zona di Funde e Monti lungo la strada provinciale per  Talana. In particolare, si segnala la Necropoli Prenuragica di Tracucu - Genna 'e Tramonti: è costituita da almeno 20 tombe ed è ubicata nei versanti della collina di Tracucu, rilievo appartenente al complesso granitico di Bruncu Crabiola. Il primo impianto della necropoli risale al Neolitico recente come testimoniano alcuni frammenti ceramici appartenenti alla cultura di Ozieri (3800-2900 a.C.), ritrovati nel corridoio di una delle tombe. Il rinvenimento di tre vasi interi attribuibili alla cultura di Bonnanaro (2350-1600aC), scoperti all'interno di un ipogeo, documenta il riutilizzo della necropoli nelle fasi iniziali dell'età del Bronzo.

Infine, della Vecchia Chiesa di Sant’Elena di origine Medioevale, edificata intorno all'anno 1100, è possibile osservare la facciata, buona parte dei muri esterni e le mura di cinta del cimitero.