Primavera nel Cuore della Sardegna 2022

Il piccolo paese di Bortigali si trova ai piedi del monte trachitico Santu Padre, nella regione storica del Marghine. Il suo territorio si estende dall’altopiano di Campeda a nord, sino alla piana del Rio Murtazzolu a sud, passando per le vette della catena del Marghine. Le bellezze di questo piccolo centro possono essere scoperte attraverso percorsi ed itinerari: il “Sentiero Natura”, che da Bortigali conduce a Mulargia, permette di visitare anche i più significativi monumenti archeologici, mentre il “Sentiero Bortigali – Santu Padre” offre ai visitatori uno straordinario panorama che abbraccia buona parte della Sardegna centrale e sud-occidentale. Da alcuni anni il Monte Santu Padre è inoltre una delle basi più ricercate dagli appassionati di parapendio.

Si narra che l’insediamento originario fosse una città punico-romana, poi distrutta, chiamata “Berre” e che sette famiglie superstiti formarono il primo nucleo del paese. Per questo motivo tutt'oggi esiste un quartiere chiamato “Sette padeddas”, cioè sette padelle, che indicano i sette “fuochi” quindi i nuclei familiari che abitavano in quel luogo.

 

Bortigali, S. Antonio (Foto Comune di Bortigali - F. Ledda)

All'interno del centro abitato, racchiuse in uno spazio relativamente ridotto, si contano sei chiese, tutte ancora ben conservate grazie anche alla presenza e alla cura dedicata loro da confraternite, obrieri e prioresse. Oltre alla chiesa del Rosario, quella di San Palmerio, di Santa Croce, di Santa Maria degli Angeli e la chiesa di San Giuseppe, si segnala la particolarità della chiesa di Sant’Antonio, scavata quasi interamente nella roccia.

Il centro storico di Bortigali è caratterizzato dalle strette stradine pavimentate col caratteristico “impedradu” e dalle vecchie architetture rurali ornate da portali e architravi classificabili come finestre e portali tardo-gotici catalano-aragonesi. Particolarmente importante è la produzione casearia, alcuni formaggi tipici e rinomati sono il caciocavallo o casizolu, il provolone e sa fresa ‘e attunzu.

Bortigali, Rifugio antiaereo, sede di Radio Sardegna (Foto Archivio CCIAA Nuoro)

Durante la seconda guerra mondiale Bortigali fu sede del Comando supremo delle forze armate della Sardegna, un punto di riferimento per tutta l’isola. Nel 1943, nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre, grazie all’intuizione di alcuni soldati addetti alle stazioni radio, furono mandate alcune brevi trasmissioni precedute dalle prime note dell’Inno Sardo e dalla sigla “Qui Radio Sardegna, libera voce d’Italia …”. È stato questo l’inizio delle attività di quella che poi sarebbe divenuta l’emittente regionale, ma soprattutto la prima e unica radio libera del tempo. I suoi microfoni furono sistemati nel rifugio antiaereo posto alla periferia del paese, che oggi è diventato un museo dedicato proprio alla nascita della radio. Il questo luogo nel 1945 fu dato in anteprima mondiale l’annuncio della fine della guerra.

Bortigali (Foto Mira Sardegna)

Il consistente patrimonio archeologico del paese è costituito da ben 43 nuraghi, 10 domus de janas, 2 dolmen, 1 tomba dei giganti. Fra questi il più rilevante è certamente il maestoso nuraghe Orolo, posto in posizione molto panoramica: è composto da una torre centrale a due piani e da un corpo aggiunto bilobato. Per le sue forme elaborate è da datarsi probabilmente intorno al 1000 a.C.

 

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