Cuore della Sardegna

Il territorio intorno al paese di Bitti ha una vegetazione molto rigogliosa, caratterizzata dall’alternarsi di macchia mediterranea e fitto sottobosco intervallato da corsi d’acqua, canali e cascate.

L’abbondanza di risorse idriche ha favorito la presenza umana fin dalla preistoria, come dimostrano le testimonianze di epoca nuragica, tra le quali il sito archeologico di Romanzesu (Bronzo recente e finale, 1300-900 a.C.), uno dei più importanti luoghi di culto preistorici dell’isola.
Il complesso di Romanzesu si estende per circa 7 ettari in un fitto bosco di sughere e costituisce uno dei più importanti complessi abitativi e culturali della Sardegna nuragica, con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto, un tempio a pozzo e quattro a "megaron" ed un grande recinto cerimoniale. È costruito col granito locale.

Il villaggio era inizialmente costituito da un gruppo di capanne di vaste dimensioni raggruppate intorno a una sorgente. Queste capanne erano dotate di un pavimento con un focolare al centro e un bancone addossato alle pareti.

In una seconda fase (XII secolo a. C. circa) l’abitato venne ampliato, arricchendosi di edifici monumentali e cambiando profondamente volto. Sulla sorgente sorse un tempio a pozzo collegato a un complesso di gradoni di grandi dimensioni, di un tipo finora sconosciuto, presumibilmente in funzione di riti collettivi.

Nel villaggio sono presenti altri edifici di culto di tipo diverso: templi a megaron, a pianta rettangolare, con schema in antis (pareti lunghe prolungate sulla fronte e sul retro), e un altro dove sono state rinvenute armi in bronzo e il più ricco complesso di perle d’ambra dell’Isola. Nelle vicinanze si trovano altre strutture, a pianta rettangolare con lato di fondo absidato e banconi spiraliformi o circolari, forse destinate all’accoglienza dei devoti o allo svolgimento di cerimonie. La presenza di tanti edifici sacri di diversa tipologia, alcuni dei quali senza riscontro altrove, è riferibile forse a culti diversi; ciò dimostra come il villaggio fosse divenuto un importante centro di culto per le popolazioni di una zona piuttosto vasta.

 

Per visitare il sito archeologico:

Coop. Istelai
via Mameli 57 – Bitti (NU)
Tel. 0784/414314 - 333/3211346
E-mail: coop.istelai@tiscali.it

 

Fonti:

  • Sardegnacultura.it
  • A. Ruggieri, Area di Bitti, Servizi Beni Culturali, Assessorato Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport | Regione Autonoma della Sardegna.
  • Arkeosardinia.it